Lo guardava allontanarsi al galoppo dal villaggio per raggiungere, esultante, l’Orda di Mongoli che marciava verso l’Impero cinese.
Era una limpida giornata di primavera, il cielo era terso e la pianura, ormai sgombra dalla neve, sembrava a perdita d’occhio un immenso mare verde ondeggiante al vento.
Come le altre donne aveva indossato l’abito della festa di primavera i cui sgargianti colori brillavano al margine del villaggio dal quale, come il suo, erano usciti in uno sfrenato galoppo gli altri giovani.
Lo guardava allontanarsi ma non era triste pur sapendo, come lui d’altronde, che pochissime erano le possibilità di ritorno.
Insieme avevano avuto la loro infanzia ed i semplici giochi. Insieme avevano superato inverni terribili ed estati di fuoco in cui il loro amore era nato ed era stato portato a compimento con la nascita dei figli.
Insieme avevano condotto le mandrie lungo i pascoli estivi e felici erano state le notti sotto le stelle.
Ora per lui iniziava la terza fase della sua vita per la quale era stato preparato dai gelidi inverni riscaldati dal suo calore.
Le battaglie che lo aspettavano dunque costituivano il naturale epilogo nel quale la sua giovinezza avrebbe finalmente potuto esaltarsi.
Prima di spronare il cavallo, guardandola amorevolmente le aveva chiesto di spogliare i figli per poter ricordare fisicamente la loro carne sul suo torace nudo, poi le aveva ricordato, ma dolcemente, le mandrie.
Si rese conto allora che anche per lei era iniziata la terza fase della sua vita.
Ecco perché non era triste.

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